Il dirigente: identikit del garante organizzativo per la sicurezza

L’art. 2 del D.Lgs. 81/08 definisce il Dirigente «persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa».

Quindi il Dirigente:

  • è l’alter ego del datore di lavoro;
  • ha autonomia decisionale e ampi margini di discrezionalità;
  • ha la possibilità di influenzare l’organizzazione del lavoro.

Per la prima volta nella storia della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il Decreto 81 definisce in maniera esplicita ed univoca il Dirigente. Pertanto, il Dirigente per la sicurezza è una figura di garanzia che può affiancare il datore di lavoro nei compiti di implementazione del sistema di gestione per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro con compiti meramente attuativi, giacché importanti e talvolta vitali per lo svolgimento del processo aziendale.

Sul tema la Cassazione si è espressa più volte, in particolare:

(Cass. Pen., sez. IV, 1/7/93) i dirigenti sono coloro che sono preposti alla direzione tecnico-amministrativa dell’azienda o di un reparto di essa con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi, e che partecipano solo eccezionalmente al lavoro normale, avendo il compito di predisporre anche tutte le misure di sicurezza, controllare le modalità del processo di lavorazione, e vigilare, secondo le loro attribuzioni e competenze, sulla regolarità dell’antinfortunistica delle lavorazioni.

(Cass. Pen., sez. IV, 20/1/98 e 19/2/98) Chiunque, in qualsiasi modo, abbia assunto posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire, deve considerarsi automaticamente tenuto, ai sensi dell’ art. 4 del DPR 547/55, DPR 303/56 e D.Lgs. 626/94, ad attuare le prescritte misure di sicurezza e a disporre e ad esigere che esse siano rispettate, a nulla rilevando che vi siano altri soggetti contemporaneamente gravati dallo stesso obbligo per un diverso e autonomo titolo.

Chi é il Dirigente in ambito Sicurezza sul Lavoro?
Per quanto il Dirigente per la Sicurezza possa coincidere con il Dirigente, così come individuato dal CCNL, tale analogia non può applicarsi come principio generale. Non é raro, dunque, che soggetti normalmente qualificati come Dirigenti a fini civilistici non possano ricoprire analoga qualifica in ambito Sicurezza.

Il Dirigente per la Sicurezza, così come definito dal Testo Unico, deve ricoprire un ruolo determinato. Il suo dovere di attuazione delle direttive ricevute dal Datore di Lavoro verte, prevalentemente, su specifiche competenze professionali proprie del Dirigente per la Sicurezza individuato.

Appare doveroso chiarire come “le competenze professionali” riportate nella norma si debbano riferire alla funzione svolta dal medesimo Dirigente e non alle capacità e/o alle conoscenze assunte dallo stesso in ambito di Sicurezza. Tale esperienza sarà, al più, una conseguenza del ruolo ricoperto nel tempo.

Il Dirigente per la Sicurezza deve, poi, essere dotato di poteri gerarchici, che si concretizzano nell’autonomia decisionale riconosciuta attraverso indicazioni di competenze, gestione e attribuzione di compiti.

Un ulteriore elemento in grado di individuare la figura del Dirigente per la Sicurezza è l’attribuzione, a questo, di poteri funzionali.

Per “funzione” si intende il rapporto tra “esercizio di poteri” ed “attribuzione di responsabilità”. In sintesi, il Dirigente per la Sicurezza assume i propri compiti (art. 18 D.Lgs. 81/08) e le proprie responsabilità in virtù di specifici poteri di azione allo stesso attribuiti. Resta inteso che detto potere funzionale è connesso all’adeguatezza dell’incarico conferitogli dal Datore di Lavoro.

Assunti i requisiti necessari alla nomina del Dirigente per la Sicurezza occorre ora comprendere eventuali obblighi circa la formalizzazione della nomina conferita ai soggetti così individuati.

La delega di funzioni al Dirigente per la sicurezza
Dalla definizione riportata sopra si evince che il Dirigente può avere obblighi di natura organizzativa e gestionale; comunque, anche tenendo conto dell’effettività delle sue funzioni e responsabilità, è opportuno che il Dirigente per la sicurezza sia formalmente delegato dal datore di lavoro.
Tale delega, in base al D. Lgs. 81/08, deve avere le seguenti caratteristiche:
– che risulti da atto scritto recante data certa;
– che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
– che attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
– che attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
– che sia accettata dal delegato per iscritto;

Alla delega deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. Rimangono esclusi dalla delega tutti gli obblighi del datore di lavoro che il Decreto 81 definisce esplicitamente come non delegabili.La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.

Tale obbligo di vigilanza si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione di un sistema di gestione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto permette al Dirigente delegato, di delegare, a sua volta, previa intesa con il datore di lavoro, specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni.
Il soggetto subdelegato non può, a sua volta, delegare le funzioni delegate.

 L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 in proposito
I Dirigenti devono possedere una specifica formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, obbligatoria in accordo a quanto previsto nel D.Lgs. 81/08 e ulteriormente specificata, per contenuti e durata dei corsi, nell’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011.

In particolare, chi assume il ruolo di Dirigente deve seguire uno specifico percorso formativo di base sulla “sicurezza Dirigenti sul lavoro” di 16 ore, i cui contenuti – espressamente individuati nel citato Accordo – spaziano dall’ambito giuridico e normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro, alla modalità di gestione della sicurezza in azienda, fino ai modelli di organizzazione e gestione (MOG) di cui al D.Lgs. 231/01 e all’art. 30 del D. Lgs. 81/08.

Tale percorso è strutturato in 4 moduli che sostituiscono integralmente la formazione prevista per i lavoratori:

  • Modulo 1. Giuridico – normativo
  • Modulo 2. Gestione ed organizzazione della sicurezza
  • Modulo 3. Individuazione valutazione dei rischi
  • Modulo 4. Comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori.
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