Insonni e insicuri

La disponibilità di servizi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 è una caratteristica della nostra era che si sta progressivamente estendendo a un sempre maggior numero di attività.

Le esigenze della civiltà moderna portano però ad un conflitto con la progettazione del cervello umano: infatti, i nostri modelli di sonno e veglia sono ancora regolati da orologi biologici interni in sintonia con i ritmi della notte e del giorno, nati in un’epoca in cui gli esseri umani provvedevano alla caccia durante il giorno, dormivano di notte e non viaggiavano mai più di pochi chilometri dall’alba al tramonto.

Al contrario noi oggi lavoriamo, viaggiamo in jet verso il lato opposto del globo e prendiamo decisioni cruciali a tutte le ore del giorno e della notte. E inevitabilmente queste nuove sfide causino una situazione di rischio. Oggi la nostra civiltà si trova a vivere continuamente in uno stato di deprivazione di sonno e di affaticamento non compatibile con le normali esigenze di benessere, salute e sicurezza.

Parliamo di sicurezza in quanto è noto che gli incidenti industriali più noti del nostro tempo – Three Mile Island, Bhopal, Chernobyl, la Exxon Valdez, solo per citare i più noti –  siano tutti avvenuti nel mezzo della notte o la mattina presto, quando gli operatori con elevate responsabilità erano pericolosamente affaticati. Anche la maggior parte degli incidenti nel settore dei trasporti è causata da errori umani: una causa sempre più rilevante di questi ultimi è la fatica, spesso causata da carenza o disturbi del sonno.

A testimonianza del forte impatto provocato da questa situazione, l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha stimato che i costi totali, diretti e indiretti, derivanti dall’OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno), una patologia del sonno molto diffusa fra gli adulti, si aggirino fra i 3,5 e i 5 miliardi di euro, ovvero una percentuale che corrisponde a circa lo 0,5% del PIL.

Quanto incide il sonno sulle performance lavorative?

Tutte le ricerche, sia di carattere medico-scientifico sia di carattere organizzativo-direzionale, convergono oggi sul fatto che:

  • I lavoratori a tutti i livelli (blue collar, white collar) siano oggi in una generale situazione di deprivazione di sonno;
  • La stanchezza e la carenza di sonno incide sulla bottom line aziendale perché incide su produttività, performance, sicurezza, salute e costi del sistema sanitario;
  • Le aziende più innovative hanno capito che dietro questo problema si cela anche un’importante possibilità di recupero di efficienza con iniziative di “Salute e Wellness” che generano un ROI positivo.

Un effetto di questa generale situazione di deprivazione di sonno non è solo l’assenteismo, ma anche il “presenteismo”, ovvero la situazione in cui, nonostante la persona sia presente al lavoro, dimostri una bassa produttività in quanto compromessa da stanchezza.

Oggi le aziende investono nel loro capitale umano e mettono a disposizione una vasta gamma di iniziative di supporto e sviluppo. Investire nell’informazione e nella formazione riguardo al giusto riposo offre vantaggi tangibili attraverso il conseguimento di risultati misurabili in termini di performance, riduzione dei rischi, riduzione degli incidenti e dei relativi costi.

Un dipendente ben riposato è più probabile che eccella in termini di produttività, concentrazione, motivazione, elaborazione delle informazioni, capacità di giudizio e decisione, tempi di reazione ed energia complessiva. A questo si aggiunga la correlazione tra durata del sonno e umore, oltre che l’impatto negativo che ha la deprivazione del sonno sull’efficacia del lavoro di squadra.

 

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