L’APPRENDIMENTO NON HA ETA’

Lo studio sistematico e scientifico di come si realizzano i processi di apprendimento negli adulti si chiama Andragogia e ci dimostra come non può più essere considerato vero l’assunto che si apprende solo nei momenti di sviluppo. Man mano che l’individuo matura il suo bisogno e la sua capacità di essere autonomo ed utilizzare l’apprendimento cresce costantemente.

L’apprendimento negli adulti è una questione importante perché passa attraverso due momenti fondamentali:

  • il rifiuto di ciò che già si conosce
  • la motivazione ed il coinvolgimento ad imparare cose nuove

Imparare da adulti significa essere responsabili del proprio apprendimento ossia organizzare in maniera consapevole le informazioni e decidere ciò che si vuole imparare in maniera selettiva ed autodiretta.

L’adulto impara solo ciò che è significativo per lui, attinge dalle cose che già conosce ed ha difficoltà ad imparare qualcosa per cui non prova interesse.

Nei corsi di formazione per adulti, ad esempio quelli sulla sicurezza sul lavoro, non è raro sentire frasi del tipo: “devo tornare a scuola”, frase carica di significato negativo. Gli individui vivono la situazione come se fossero costretti a tornare ad un’ infanzia artificiale degradante ed umiliante che significa non essere abbastanza bravi per le attività che normalmente svolgono.

Non è solo il fatto di dover imparare ma anche il contesto (ad esempio un’aula di un organismo di formazione) in cui si deve imparare che spesso provoca scetticismo.

Per essere efficaci gli apprendimenti dovrebbero essere sempre trasmessi in forma di conversazione ed in direzione positiva al fine di essere accettati psicologicamente dagli adulti per comprenderne il significato in relazione a se stessi.

Tutto ciò ha basi scientifiche. Una recente ricerca neurologica ha dimostrato che i centri cerebrali del lobo frontale che svolgono funzioni come la “pianificazione razionale”, la “definizione delle priorità” e il “prendere decisioni fondate” non maturano fino alla tarda adolescenza…o addirittura più tardi.

Gli adulti dunque sentono l’esigenza di sapere perché occorre apprendere qualcosa, essi desiderano essere trattati come persone capaci di gestirsi e se capiscono che altri cercano di imporre la propria volontà, la respingono con un atteggiamento sfidante.

Quando l’adulto apprende porta con se un bagaglio di pre-concetti, pre-giudizi, atteggiamenti, opinioni e modalità di funzionamento che inevitabilmente influenzano l’apprendimento. Non si tratta solo di sommare nuove informazioni ad un insieme di conoscenze già possedute, ma per l’adulto si tratta di imparare un nuovo approccio al lavoro, un nuovo ruolo, nuovi comportamenti o strategie.

L’apprendimento per l’adulto implica la necessità di rimettere in gioco idee e valori già posseduti.

Una buona esposizione che stimola la curiosità e accende l’interesse può risultare efficacissima ed invitare ad apprendere ancora di più.

Per strutturare percorsi formativi efficaci tutti i formatori dovrebbero tener conto di alcune regole di funzionamento dell’individuo che ne limitano la capacità di apprendere:

  • tutto ciò che l’uomo ascolta viene mediato da schemi concettuali e significati pre-esistenti nell’individuo
  • la curva dell’apprendimento cade dopo 20 minuti
  • si può comunicare efficacemente un’idea ogni 3 minuti
  • argomentare solo i concetti veramente importanti e tralasciare tutto il resto
  • condividere efficacemente gli obiettivi dandone una definizione chiara ed esaustiva.
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