Rischio calore:come prevenirlo

Agricoltori, addetti alla raccolta di frutta o verdura, operai dei cantieri edili e stradali, ma anche i lavoratori esposti a fonti di calore radiante, ad esempio nelle acciaierie, nelle fonderie e nelle vetrerie: di questi tempi, nelle nostre realtà produttive sono queste le figure maggiormente esposte al rischio calore.

Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e specificamente il lavoratore esposto ad agenti fisici tra i quali il microclima. Quindi anche al rischio di danni da calore tipico delle attività lavorative svolte in ambiente aperto nei periodi di grande caldo estivo.

Per evitare il rischio da colpo di calore, il datore di lavoro deve mettere in atto alcune misure di prevenzione:

  • programmare i lavori con maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l’orario mattutino e preserale;
  • garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro (bere acqua fresca e sali minerali e rinfrescarsi non solo abbassa la temperatura interna del corpo, ma soprattutto consente al fisico di recuperare i liquidi persi con la sudorazione). I luoghi di lavoro devono quindi essere regolarmente riforniti di bevande idrosaline e acqua per il rinfrescamento dei lavoratori;
  • mettere a disposizione mezzi di protezione individuali quali un cappello a tesa larga e circolare per la protezione di capo, orecchie, naso e collo, e abiti leggeri di colore chiaro e di tessuto traspirante;
  • prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco o comunque in aree ombreggiate, con durata variabile in rapporto alle condizioni climatiche e allo sforzo fisico richiesto dal lavoro;
  • valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio.

È importante inoltre che nell’affidare i compiti il datore di lavoro tenga conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in rapporto alla loro salute e alla sicurezza al fine di escludere e limitare l’esposizione di quanti siano affetti da patologie quali pressione arteriosa elevata, obesità, disturbi cardiaci e renali.

Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell’alta temperatura e dell’elevata umidità e porta ad un aumento della temperatura corporea fino a superare i 40°, con prognosi grave e rischio di morte.
I segnali di allarme sono: cute calda e arrossata; sete intensa; sensazione di debolezza; crampi muscolari; nausea e vomito; vertigini; convulsioni; stato confusionale fino alla perdita di coscienza.

In caso di malessere, le principali misure di primo soccorso da attuare sono:

  • chiamare il 118;
  • chiamare subito un incaricato di Primo Soccorso;
  • posizionare il lavoratore all’ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo;
  • slacciare o togliere li abiti;
  • fare spugnature con acqua fresca su fronte, nuca ed estremità;
  • ventilare il lavoratore;
  • se la persona è cosciente, somministrare acqua – meglio ancora se in soluzione salina – ogni 15 minuti a piccole quantità.
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