Sicurezza sul lavoro e nuovo decreto depenalizzazione reati

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato il 15 gennaio 2016 – in esame definitivo – un Decreto Legislativo recante disposizioni in materia di depenalizzazione a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.

L’obiettivo della riforma è quello di trasformare alcuni reati in illeciti amministrativi, anche per deflazionare il sistema penale, sostanziale e processuale, e per rendere più effettiva la sanzione. Si ritiene, infatti, che rispetto a tali illeciti abbia più forza di prevenzione, generale e speciale, una sanzione certa in tempi rapidi che la minaccia di un processo penale che, per il particolare carattere dell’illecito e per i tempi stessi che  caratterizzano il procedimento penale, rischia di causare la mancata sanzione.

Lo schema del decreto riprende le proposte della commissione ministeriale e si articola in interventi sia sul codice penale che sulle leggi speciali. Sono, quindi, depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale.

Rimangono dentro il sistema penale, e quindi esclusi dal provvedimento, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti.

Pertanto, nessuna depenalizzazione per i reati in materia di ambiente e sicurezza sul lavoro, “ad eccezione” delle emissioni rumorose (articolo 659, Codice penale) che diverranno illecito amministrativo.

Novità, invece, per le emissioni rumorose. Nella delega al Governo spicca anche la “depenalizzazione” dell’articolo 659, Codice penale (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone), reato attualmente punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro. Se, invece, si esercita un mestiere rumoroso contro le disposizioni di legge o le prescrizioni dell’Autorità, la pena è l’ammenda da 103 a 516 euro. Con la “depenalizzazione” tali comportamenti sarebbero puniti come illecito amministrativo.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter