STRESS DA LAVORO CORRELATO

Dalla conoscenza del rischio alla prevenzione…..
…più (in)formati, meno stressati!


DEFINIZIONE
Prima di entrare nel dettaglio della valutazione del rischio stress lavoro correlato, richiamiamo alcune definizioni per meglio comprendere l’argomento.

Si definisce stress, quello stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. In termini generici, quindi, è importante sottolineare come lo Stress non sia di per se una malattia, bensì una condizione innescata nell’organismo umano da parte di una fonte o sollecitazione esterna che comporta una serie di adattamenti che, se protratti nel tempo, possono assumere carattere di patologia.

Trasferendo il concetto generale agli ambienti di lavoro, si può definire quindi lo Stress da Lavoro Correlato come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro, eccedono le capacità individuali per farvi fronte [European Agency for Safety and Health at Work]. Esiste uno stress, a dosi accettabili, che ha effetti positivi sul nostro organismo, consentendoci di reagire in modo efficace ed efficiente agli stimoli esterni e di innescare un’adeguata soglia di attenzione verso le esigenze dell’ambiente; un’esposizione prolungata a fattori stressogeni, invece, può essere fonte di rischio per la salute dell’individuo, sia di tipo psicologico che fisico, riducendone l’efficienza sul lavoro (assenteismo, malattia, richieste di trasferimenti…).

Importante sottolineare e distinguere il concetto di Stress Lavoro Correlato da quello di Mobbing inteso come una persecuzione sistematica messa in atto da una o più persone allo scopo di danneggiare chi ne è vittima fino alla perdita del lavoro. Se dunque i possibili rischi, soprattutto a livello psicologico, possono risultare analoghi, nello Stress manca la componente di intenzionalità che è invece presente nel mobbing.

Una seconda distinzione opportuna da ricordare è quella relativa al fenomeno conosciuto come Burn-Out definito come l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. Questo fenomeno quindi, conosciuto già dagli anni ’70, è il risultato patologico di una componente di fattori di stress e di reazioni soggettive che colpisce solo quelle professioni rivolte ad aiutare e supportare altre persone e che porta il soggetto a “bruciarsi” attraverso un meccanismo di eccessiva immedesimazione nei confronti degli individui oggetto dell’attività professionale, facendosi carico in prima persona dei loro problemi e non riuscendo quindi più a discernere tra la loro vita e quella propria.

RIFERIMENTI NORMATIVI

L’attuale quadro normativo di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, costituito dal D. Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni, ha specificamente individuato lo “stress da lavoro correlato” come uno dei rischi oggetto, sia di valutazione, secondo i contenuti dell’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004, puntualmente richiamato dal citato Decreto, sia di una conseguente adeguata gestione dello stesso. Inoltre, ha demandato alla Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro il compito di “elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato” successivamente emanate il 17/11/2010 sotto forma di un “percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo…” (Comunicato del Ministero del Lavoro in G.U. n. 304 del 30/12/2010).

Quanto sopra enunciato, ha introdotto l’obbligo per il datore di lavoro di valutare il rischio stress da lavoro correlato nell’ambito della propria azienda e di formare ed informare i lavoratori su questo fattore di rischio.

Il datore di lavoro deve, quindi, verificare se sussista o meno la possibilità che le condizioni lavorative, possano indurre nei lavoratori una condizione di stress e formarli ed informarli su questo argomento con un apposito corso.

Naturalmente il tutto deve ricondursi all’ambito lavorativo senza prendere in esame fattori stressogeni estranei al lavoro.
Il datore di lavoro, a tal fine, è tenuto a:

  • produrre un documento specifico per la valutazione del rischi stress lavoro correlato o ad integrare il documento per la valutazione dei rischi preesistente con questa valutazione specifica;
  • formare ed informare i lavoratori in relazione al rischio stress lavoro correlato;
  • introdurre le misure necessarie volte ad eliminare o a ridurre questo rischio, qualora presente.

Anche a livello di Comunità Europea è alta l’attenzione sui rischi emergenti, in particolare con la messa a punto di indagini rivolte non solo a identificare e monitorare la situazione e i disagi derivanti da rischi psicosociali quali lo Stress, la violenza e le molestie ma anche a fornire strumenti utili per la valutazione e l’adozione di adeguate misure preventive e/o correttive terapeutiche (si veda a tale proposito l’Esener Enterprise Survey /EU-OSHA).

RISCHI E FONTI DI STRESS SUL LAVORO 

Il processo di valutazione del rischio parte dall’identificazione delle fonti di stress nell’ambiente di lavoro, attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori suddivisi tra quelli relativi al contesto lavorativo e quelli riconducibili, invece, al vero e proprio contenuto dello stesso.
Tra i primi risultano essere fonti di stress particolarmente significative gli ambiti legati a cultura e funzione organizzativa (problemi legati alla comunicazione, scarsi livelli di sostegno e assenza di obiettivi professionali), ad ambiguità nella definizione della carriera professionale e del ruolo all’interno dell’azienda, a mancanza di autonomia relativamente alle responsabilità assegnate e a difficoltà nel gestire rapporti interpersonali sul luogo di lavoro.
Per quanto riguarda, invece, il contenuto del lavoro, le fonti di stress possono derivare da orari di lavoro particolarmente pesanti, anche per esempio sui turni, a carichi di lavoro eccessivi, a organizzazione del lavoro inadeguata rispetto alle competenze professionali, e infine (ma non ultimo) a carenze infrastrutturali del luogo di lavoro, come ad esempio scarsa illuminazione, temperature disagevoli, scarse condizioni igieniche, spazi insufficienti.

CHECKLIST 

Sono state prodotte, al momento, diverse linee guida per la valutazione aziendale del rischio connesso allo Stress Lavoro Correlato. È importante prima di tutto evidenziare come la valutazione non debba essere una misura individuale, che vada quindi a ricercare situazioni di stress nelle singole persone, ma debba altresì rispecchiare una situazione dei diversi compartimenti aziendali in modo da riflettere eventuali situazioni di disagio localizzate per aree o reparti.

Le linee guida sopracitate suggeriscono l’utilizzo, come prima fase di valutazione, di questionari o check-list, da somministrare ad un campione statisticamente valido della popolazione aziendale, con l’obiettivo di individuare le aree potenzialmente soggette a rischio sulle quali concentrarsi per azioni di analisi o di correzione ulteriori.

Un esempio di questionario tipo, somministrabile in una azienda da sottoporre a valutazione, potrebbe riguardare i seguenti indicatori:

  • Informazioni aziendali: dati sull’assenteismo, richieste di cambio mansione, dimissioni, assenze per malattia;
  • Personale: mansioni, tipologia di contratto, orario di lavoro, rapporti interpersonali (conflitti, discussioni);
  • Ambienti di lavoro: illuminazione, condizioni igieniche, livelli di sicurezza, temperature, spazi;
  • Fattori di rischio: esposizione a e presenza di determinati rischi quali rischio biologico, chimico, cancerogeno.
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